martedì 21 luglio 2015

PROGRAMMA DEI SOLENNI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA SANTISSIMA DEL PORTOSALVO

Venerdì 31 luglio

Ore 21,00               Confessione comunitaria presso la chiesa di San Pietro Apostolo

Sabato 1 agosto

Ore 21,00               PEREGRINATIO MARIAE - processione con la venerata statua dalla chiesa della Natività di M. V. passando per via Cerulli, via Nievo, via Leopardi, via D’Annunzio, v.le Orsini fino al Centro Anziani.

Ore 22,00             All’arrivo S. MESSA presso il Centro Anziani e a seguire VEGLIA DI                                                 PREGHIERA davanti alla venerata statua.

Domenica 2 agosto

Ore 18,00             Processione con la venerata statua dal Centro Anziani, via Verdi, via Galvani, via D’Annunzio, v.le Orsini, via Curiel, fino a p.zza Giovanni XXIII.

Ore 19,00           In p.zza Giovanni XXIII S. Messa nella quale consacriamo i neonati alla Madonna. Con le offerte saranno rinnovate le adozioni a distanza presso l’AVSI e PAFI.

Ore 21,00           S. Messa nella chiesa di S. Pietro Apostolo

Lunedì 3 agosto

Ore 21,30         In p.zza Giovanni XXIII: incontro con la Dott.sa Vittoria Maioli Sanese sul tema “La famiglia sorgente di bene e di amore per la persona e la società”

Martedì 4 agosto

GIORNATA EUCARISTICA VOCAZIONALE IN MEMORIA DI 
DON FRANCO MARCONE

Ore 9,00            Nella chiesa di San Pietro Apostolo S. Messa e, a seguire, ADORAZIONE EUCARISTICA che si concluderà alle ore 16,30 con la recita dei vespri e la Benedizione Eucaristica.

Ore 18,30         Nella chiesa di San Pietro Apostolo concelebrazione Eucaristica, in suffragio di Don Franco, presieduta dal Vescovo S. E. Mons. Michele Seccia

Dalle ore 19,00          In p.zza del Mare XXXII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio” gruppi musicali allieteranno la serata

Ore 21,30                Nella chiesa di S. Pietro Apostolo: video sulla vita di Don Franco  Marcone con canti eseguiti dal coro dei bambini della parrocchia.

Dal 5 al 7 agosto                     

Ore 18,30               TRIDUO con S. Messa nella chiesa di S. Pietro Apostolo.

Mercoledì 5 agosto

Ore 15,00          GRANDE CACCIA AL TESORO con base in p.zza Giovanni XXIII, dove si ricevono le iscrizioni  delle squadre fin dal mattino.
                                     Al termine: premiazione della Caccia al Tesoro.

Dalle ore 19,00          In p.zza del Mare XXXII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio” gruppi musicali allieteranno la serata

Giovedì 6 agosto        In p.zza del Mare XXXII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”gruppi musicali allieteranno la serata

Venerdì 7 agosto                      

Ore 17,00                      Giochi dei bambini in p.zza Giovanni XXIII

Dalle ore 19,00              In p.zza del Mare XXXII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”

Ore 21,00                In p.zza Dalmazia: Serata di Evangelizzazione OPEN THE EYES a cura del Servizio Regionale Musica e Canto del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Sabato 8 agosto

Ore 9,00        S. Messa per i defunti della parrocchia nella chiesa di S. Pietro Apostolo.

Ore 10,00        GARA VELICA - 14° Trofeo “MADONNA DEL PORTOSALVO”organizzato dalla Lega Navale Italiana sul percorso tra zona Campeggi e zona Arlecchino (raduno ore 9,00 presso Lega Navale).

Dalle ore 19,00          In p.zza del Mare XXXII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”

Ore 21,30               In p.zza Dalmazia: esibizione del gruppo musicale  MEDITERRANEO

Domenica 9 agosto

Ore 8,30                 Arrivo e giro per le vie della città della BANDA DI BELLANTE

Ore 16,00           A partire dalla chiesa di S. Pietro Apostolo PROCESSIONE SUL  MARE

Ore 18,30           Sulla banchina di riva S. MESSA celebrata da S. E. Mons. Michele Seccia -Vescovo di Teramo-Atri
                  Alla conclusione della S. Messa
                  In p.zza del Mare XXXII SAGRA DEL PESCE “Peppino Laudadio”

Ore 21,00               S. MESSA nella chiesa della Natività di M. V.

Ore 21,30               In p.zza Dalmazia:
                                                   VALERIO SCANU in concerto

Ore 23,30        In p.zza Dalmazia ESTRAZIONE DELLA LOTTERIA biglietto € 2,50

1° premio (4° estratto): autovettura “FORD FIESTA PLUS” - 3P - 1.2 benz. - 60 cv
2° premio (3° estratto): BICICLETTA a pedalata assistita - Mod. July Plus 
                                  Telaio in alluminio - Batt. Li ION cell 36V 10 Ah
3° premio (2° estratto): TABLET SAMSUNG GALAXY - Tab 4 SM-T535 LAN WIRELESS 4G - 1,20 GHz
4° premio (1° estratto): LAMPADA DA TAVOLO Artemide Mod. Melampo

Subito dopo GRANDIOSO SPETTACOLO PIROTECNICO SUL MARE

Durante la settimana presso il Kursaal verranno esposte le opere del 1° Premio Don Franco Marcone

Durante la settimana della festa sarà allestita in piazza Del Mare una PESCA DI BENEFICIENZA

Le vie principali del lido saranno artisticamente illuminate dalla ditta “Aldorino Guerriei” di Diana Farinelli di Giulianova








VERSO L'ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

Carissimi,
mi sembra giusto vivere e proporre la festa della Madonna del Portosalvo come preparazione all'Anno Santo della Misericordia.
Il 13 Marzo scorso Papa Francesco ha annunciato, durante la liturgia penitenziale in S. Pietro, questo evento che vuole mostrare il vero volto di Dio. Gesù è il volto misericordioso di Dio e, attraverso l'umanità di Cristo noi sperimentiamo l'infinito Amore che ci libera dal male e ci trasmette la vita nuova nello Spirito Santo.
L' 8 dicembre prossimo avrà inizio questo Giubileo della Misericordia, riconoscendo in Maria Immacolata il primo e il più bel frutto della Divina Misericordia. Questo Anno Santo si concluderà il 20 Novembre 2016, Domenica di Cristo Re dell'universo. La regalità di Cristo si realizza pienamente sulla Croce: Cristo è Re e Giudice della storia attraverso il dono totale di sé. “Dio ci giudica amandoci”. In fondo ogni giorno noi cristiani siamo chiamati a sottoporci a questo giudizio dell'Amore. È un confronto, ma anche un'esperienza. C'è un luogo che Cristo stesso ha destinato ad essere come la palestra della Misericordia: la Chiesa che, secondo l'espressione di Papa Francesco, è “l'ospedale da campo” per la guarigione del mondo malato.
“È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre. La prima verità della Chiesa è l'amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini. Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un'oasi di misericordia” (Dalla Bolla “Misericordiae Vultus”).
Nella nostra festa da chi ci aspettiamo la testimonianza della Misericordia di Dio? Se passiamo in rassegna il programma che è riportato in questo opuscolo, troviamo un gran numero di volontari e di occasioni: dai momenti liturgici e di devozione alle manifestazioni culturali e ricreative, in tutte le varie e belle iniziative della festa ci accada di incontrare persone che “formano un cuor solo ed un'anima sola” aperte all'accoglienza e al servizio degli altri.
A Maria SS.ma che veneriamo con il titolo di Portosalvo affidiamo il proposito di una festa preparata e vissuta nella novità evangelica.

                                                                                               Don Ennio Lucantoni






NOTIZIE DAL MARE

QUEL PROGETTO È UNA PERLA

Magari non vi troveranno una pietra preziosa, ma qualche  nuovo posto di lavoro probabilmente sì. E loro, gli addetti al nuovo piano di allevamento delle ostriche finanziato dalla Direzione regionale Politiche Agricole e Sviluppo Rurale, Forestale, Caccia e Pesca, giustamente ci sperano un po'. Sono da qualche mese coinvolti in questo progetto pilota destinato  alla sperimentazione di tecniche innovative per l'allevamento della Ostrea edulis, nome scientifico dell'ostrica. Il progetto, realizzato dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, durerà un anno ed avrà il compito di verificare la realizzazione di un impianto di allevamento dell'ostrica piatta nelle acque marine antistanti la nostra regione. Obiettivo dichiarato: offrire ai pescatori professionali un'alternativa credibile alle normali attività, consentire agli operatori del settore della pesca la possibilità di individuare una nuova nicchia di mercato con un prodotto estremamente qualificato, facilitare l'apertura di nuovi sbocchi professionali nell'ambito della produzione primaria, rafforzare la biomassa e distribuzione della pregiata ostrica.
Così, se quest'estate vi serviranno un piatto di questo gustoso mollusco, sappiate che potrebbe provenire da tali allevamenti. Insomma, si escogita ciò che si può per fronteggiare la crisi che da tempo investe il ramo ittico.
Progetti, innovazioni, sfide: tutto per cercare di risollevare un settore da anni in difficoltà e creare magari anche un'alternativa concreta alla pesca tradizionale. Costo del lavoro, caro gasolio, mancanza di mano d'opera giovanile, norme europee sempre più esigenti stanno affossando un settore che fino a pochi anni fa godeva di un ottimo fatturato.
Per fortuna ci sono ancora gli ammortizzatori sociali: fondi e contributi per 35 milioni per il fermo biologico e CIG per quando non è possibile esercitare l'attività per motivi non imputabili all'armatore.
È terminato invece l'intervento del FEP (Fondo Europeo della Pesca), gestito a livello locale dalla Regione Abruzzo. Il suo sostituto ha una sigla un  po' più lunga: si chiama FEAMP, Fondo per le Attività Marittime e Pescherecce, e dovrà finanziare un po' tutto il comparto marittimo  e non solo quindi quello ittico.
Permane tuttavia un difficile rapporto con Bruxelles e certe sue decisioni mai condivise pienamente dalla nostra marineria. "L'Unione Europea pone sempre più vincoli che stanno strozzando la nostra attività", protestano gli armatori. "Essa è abituata  a ragionare secondo l'ecosistema dei mari del Nord, che è molto diverso dall'Adriatico ed in questo modo penalizza la nostra attività a vantaggio di quella concorrente". La prova più evidente è l'annosa questione del pesce fuori misura. E' vietato infatti pescare il pesce sotto una determinata taglia, e se ciò avviene, deve essere consegnato alle autorità marittime per la successiva donazione ad istituti di beneficenza. il problema però è che nel nostro mare il pesce difficilmente raggiunge una determinata misura, molto diffusa invece nei mari nordici.
C'è poi il recente decreto del 16 maggio scorso sui piccoli pelagici (acciughe, sarde, tonnetti, suri...), ossia il cosiddetto "pesce verde". Tale norma impone la pesca massimo tre giorni a settimana, con relativa statistica finale da consegnare alle Autorità costiere. "Insomma", come sostiene Vincenzo Staffilano, Presidente del Gruppo Azione Costiera (GAC) Costa Blu della provincia di Teramo, "l'Unione Europea sta ingessando sempre più la nostra attività quando occorrerebbero invece interventi strutturali e non  a pioggia".
I GAC, Gruppi di Azione Costiera, grossa novità introdotta nel 2012,  cominciano  già a dare i propri frutti. Una delle creature più  recenti del progetto è il punto di ristoro aperto al pubblico sul molo nord del porto giuliese, grazie all'approvazione del progetto presentato alla Regione Abruzzo.
Il GAC è una struttura che raggruppa rappresentanti della pesca e di altri settori economici con l'obbiettivo di contribuire ad innescare processi di sviluppo durevoli ed in grado di innalzare la competitività territoriale delle aree di pesca. Suo compito principale è quello di sensibilizzare le parti interessate a redigere progetti per accedere a finanziamenti, sarà poi compito del settore pesca della Regione di emanare il bando per poter accedere materialmente ai benefici europei.
Oggi per preservare e sostenere l'occupazione in un settore difficile come quello della pesca, è fondamentale diversificare le varie attività marinare. Compito del GAC è soprattutto questo. L'idea forza cui si ispira è quella che fa del mare una risorsa-sistema definendo un modello territoriale comprendenti attività produttive, turistiche, artigianali, culturali, come ad esempio la nascita del cosiddetto ittiturismo: pescatori che mettono a disposizione le loro abitazioni per attività ricettive e turistiche, sul modello del più noto agriturismo.
Nonostante la crisi e il dimezzamento delle imbarcazioni (da 900 battelli degli anni 90 si è passati ai 500 di oggi)i, la pesca rappresenta ancora in Abruzzo il 4% del fatturato nazionale. E sarebbe un peccato volersi accontentarsi solo di sopravvivere in un settore che può dare ancora tanto alla nostra economia locale e nazionale.
                                                                                                              di Domenico Foglia




PARROCCHIA LIVE


SAGRA DEL PESCE “PEPPINO LAUDADIO”

Dopo un anno di sospensione, dietro l'insistente richiesta di giuliesi e turisti, riprendiamo con rinnovato spirito e stile la SAGRA DEL PESCE in un luogo diverso dalla struttura del porto, cioè in piazza del mare, benevolmente concessa dall'Amministrazione Comunale. Avrà inizio dal martedì 4 agosto e si concluderà la serata di domenica 9 agosto.
È utile ricordare una persona che tanto ha dato, per molti anni, alla riuscita della Sagra e che ora ci guarda dal Cielo: Peppino Laudadio, a cui, già da qualche anno, abbiamo dedicato la sagra. Penso che, anche ora, possa dirci qualcosa, andando a rileggere alcuni suoi consigli:


Quello che non cambia negli anni secondo Peppino, è lo spirito che spinge tutti i volontari a partecipare attivamente, vivendo la parrocchia come una famiglia, “noi la festa religiosa la facciamo all'interno della sagra, cerchiamo di dare una testimonianza di Fede attraverso il nostro operato, vivendo questa esperienza secondo i principi giusti dell'amicizia, della cordialità e della professionalità che offriamo a tutti”.


“Ho ricevuto tanto negli anni, quello che ho dato non lo so quantificare ma so bene quanto mi hanno dato tutte le persone che ho incontrato”, confessa Peppino che ricorda quando don Ennio voleva ringraziarlo per tutto l'impegno ed il suo modo di saper trattare con le persone, “io sono contento di quello che faccio solamente perché l'anima di tutto sono questi amici che mi stanno intorno e che mi consentono di fare ogni cosa, altrimenti non sarebbe possibile nulla”.


A chi proseguirà nella organizzazione, “mantenere la tradizione ed andare avanti con pazienza.


“Bisogna coinvolgere la gente, farla partecipare facendogli scoprire il piacere di donare gratuitamente, altrimenti è tutto inutile e dalle persone viene vissuto come un sacrificio”.

di Isabella e Claudio Lo Sterzo









PERDONARE LE OFFESE RICEVUTE

La quinta opera di misericordia spirituale c'invita a perdonare le offese ricevute e, sollecitando particolarmente l' orgoglio, è la più difficile di tutte, apparentemente impossibile nella nostra società in cui l'umiltà, fondamentalmente per la capacità di perdono, è segno di debolezza.
La fragilità umana fa avvertire la fatica del perdono, ma il cristiano ha una certezza: «tutto posso in colui che mi dà la forza».1 Scriveva Sant'Agostino: «Tu però dirai: “Ma io non sono Dio, sono un peccatore”. Sia ringraziato Dio che ammetti d'aver dei peccati. Perdona dunque affinché sia perdonato a te. Tuttavia ci esorta lo stesso nostro Dio d'imitare lui»2. Infatti il perdono incondizionato è peculiarità cristiana e ha la sua sorgente in Cristo che sulla croce, rivelando in modo supremo la misericordia di Dio, chiede al padre: «perdona loro perché non sanno quello che fanno»3.
Il perdono ricevuto va anche concesso. Consegnandoci il “Padre nostro”, il Signore ci insegna a chiedere che ci siano rimessi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e aggiunge: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Il perdono cristiano non ha limiti. Alla richiesta di Pietro su quante volte bisognasse perdonare, il Signore rispose asserendo la necessità di perdonare sempre e insegnando la parabola del servo malvagio che, perdonato dal padrone, è incapace di concederlo a un servo come lui. «Dio sempre perdona, sempre. Ma chiede che io perdoni. Se io non perdono, in un certo senso chiudo la porta al perdono di Dio»4.
Il perdono è l'esito di un percorso interiore in cui si matura la capacità di donarsi agli altri, nonostante le sofferenze e il male subito, perciò non attenua la responsabilità dell'altro e non chiude gli occhi dinanzi al mare, ma lo assume come tale e lo affronta con l'amore dono della grazia, capace di rinnovare anche le relazioni ferite. Perciò non è frutto di decisioni del momento, ma di una continua crescita della capacità di perdonare offese meno gravi, piccoli screzi, perché «chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti»5.
Eloquente è la testimonianza di Carlo Castagna. L'11 dicembre 2006 perse moglie, figlia e nipote, uccisi crudelmente da due vicini di casa, ma da subito concesse il perdono, suscitando ammirazione e incredulità di tutti. L'evento, passato alla storia come “Strage di Erba”, è ricordato anche come “Il perdono di Erba”, titolo di un libro che raccoglie interviste e dichiarazioni rilasciate dal Castagna. In alcune si legge: «Mia moglie e io avevamo sempre in mente una frase scritta sulla facciata di una chiesa di un paese vicino Erba, riferita alla croce: 'Se mi accogli ti sorreggo, se mi rifiuti ti schiaccio'. Il perdono non è frutto del buonismo, né della mia bravura: è un dono che Dio ci dà perchè la vita possa ricominciare. Ogni giorno vivo la loro dipartita e la loro presenza. L'11 dicembre alle 20:05 avverto un brivido, il brivido della morte, della dipartita. Poi la vita continua con la certezza che loro mi sono sempre vicini. Quando entro nella mia stanza penso che Paola sia accanto a me, partecipi alle mie preghiere. Non c'è alternativa a questo. In qualunque situazione si possa trovare, un cristiano deve opporre alla radicalità del male la radicalità del bene; anche in una situazione tragica come la mia che mi ha sconvolto l'esistenza. Come siamo amati da Dio, così dobbiamo amare i nostri nemici. “Che meriti avresti – dice il Vangelo – se ami solo coloro che ti amano?”».
La sofferenza rende ancor più difficile il perdono. Talvolta il sofferente deve perdonare le incomprensioni, la superficialità e l'indelicatezza di chi l'assiste. Quanto è difficile il perdono in episodi di malasanità che in molti casi provocano anche la morte! Ma anche nella sofferenza possono crearsi nuove possibilità di perdono. Secondo una recente branca della psicologia, la psicologia positiva «anche il perdono (forgiveness) aiuta l'individuo a liberarsi da una situazione particolarmente stressante, a consolidare stati mentali e comportamenti più adattivi alle situazioni, a  migliorare le relazioni in cui la persona è coinvolta, rompendo la solitudine in cui il non-perdono (unforgiveness) rischia di imprigionare»6.
Concedere cristianamente il perdono è rispondere all'invito alla perfezione «Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste»7, infatti è interessante che nel Vangelo di Luca la stessa richiesta sia un'esortazione alla misericordia: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso»8. È vivere e desiderare la beatitudine: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia»9.

1Fil 4,13
2Sant'Agostino, Discorso 114
3Lc 23, 34
4Omelia di Papa Francesco del 10 marzo 2015
5Lc 16, 10
6Luciano Sandrin, “Perdono e riconciliazione”, ed. Camilliane, 2013
7Mt 5, 48
8Lc 6, 36
9Mt 5,7
                                                                                                                     di Don Enzo Misuriello






CANTORI DELLA STELLA

Quest'anno ho vissuto un bellissimo Natale, insieme ai Cantori della Stella. Per me è stata la prima esperienza che si è rivelata una vera missione. Sono stati due pomeriggi bellissimi, neanche il freddo è riuscito a fermarci. È stato emozionante accompagnare i bambini per le strade di Giulianova: hanno cantato, hanno pregato nelle case di persone anziane e malate commovente vedere la gioia nei loro volti!!! Che dire di una bambina che ha esclamato emozionata: "stiamo facendo una missione con i fiocchi" Questo mentre la neve cadeva imbiancando le strade. Io ho potuto constatare che il sacrificio vissuto bene, aiuta a crescere!!! Auguro ad ogni bambino che ha partecipato a questa preziosa esperienza, di brillare sempre come una stella, testimoniando quindi con gioia l'amore che Gesù ha per ognuno di noi.

                                                                                            una Catechista




CATECHESI PARROCCHIALE

“Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia.” Gilbert Keith Chesterton
Se volessimo trovare una espressione per rileggere insieme l'esperienza degli incontri di catechesi che da quattro anni viviamo nella nostra parrocchia, forse sarebbe “meraviglia”.
Il servizio che Padre Carmine e Padre Attilio, i due gemelli francescani ormai cari amici della nostra parrocchia, che animano (mai verbo fu così azzeccato!) le serate di incontro, è forse proprio orientato a questo: a ridestarci a una meraviglia della realtà, a scoprire, con occhio attento e cuore colmo di gratitudine, il “bello” e il “buono” che abbiamo intorno e dentro di noi; bello e buono che ci sono donati e che ci provocano a una responsabilità.
Viviamo la meraviglia della disponibilità di questi due uomini al servizio della chiesa, della loro amicizia con il nostro parroco Don Ennio, che li convoca e li accoglie nella “sapienza” del bene per la sua comunità.
Meraviglia per ciò che ci riportiamo ogni volta a casa, per le infinite possibilità di ricominciare, di metterci in discussione, di cambiare, di rinnovare la nostra vita alla luce della parola di Dio che leggiamo e che ci viene spezzettata e calata fin nelle pieghe più intime delle nostre giornate.
Meraviglia perché sentiamo senza ogni dubbio che “ci fa bene”, che quella Parola è per noi.
Meraviglia per la partecipazione, per la presenza di tanti parrocchiani, per i volti di chi non si perde un incontro e di quelli che “ce lo ha chiesto Don Ennio”, tutti segni di un interesse, di una disponibilità, di un bisogno di crescere nella fede e nella vita.
Meraviglia per il lavoro che facciamo assieme nella preparazione, per la proposta “di parrocchia” che è davvero frutto del contributo e della disponibilità di tanti, ma anche del sostegno e dell'incoraggiamento di chi sprona a continuare “rifacciamoli l'anno prossimo!!!”.
Meraviglia per il cammino della Chiesa e del popolo di Dio, nel solco del quale ogni anno progettiamo gli incontri: essere attenti a ciò che la Chiesa vive, propone, richiama ci fa sentire “membra vive” e ci aiuta a divenire adulti nella fede e corresponsabili nella costruzione del regno di Dio.
È stato questo, in fondo, il contenuto essenziale dell'esperienza di quest'ultimo anno nel quale abbiamo riflettuto sulle parole di Gesù all'inizio della sua predicazione secondo il Vangelo di Marco:  “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15).
Ci auguriamo che l'appuntamento al prossimo anno abbia il sapore del grande desiderio di incontrare Gesù oggi e nella nostra vita, nelle nostre difficoltà e nelle nostre gioie, nelle responsabilità e nelle relazioni che siamo chiamati a vivere, per essere uomini e donne capaci di accogliere le “sfide” autentiche della realtà che ogni giorno viviamo.

                                                                                                             di Fabio Di Dionisio



COMUNIONI 2015

Anche quest'anno, a Maggio, tanti ragazzi si sono accostati per la prima volta al banchetto eucaristico: hanno vissuto dopo un cammino catechistico di 3 anni, l'incontro con un amico speciale: "Gesù". Il Sacramento non è un fatto privato del singolo comunicando, ma di tutta la comunità parrocchiale. Ci scopriamo consapevoli che la cura nella preparazione può diventare strumento di evangelizzazione e momento di verifica personale per noi stessi, ed anche per noi catechiste è stata una grande esperienza di crescita e di amicizia tra noi. Questa esperienza ci ha fatto gustare la bellezza del ritrovarsi a condividere ed approfondire l'incontro personale con Cristo Gesù pane di vita che accompagnerà per sempre questi ragazzi e noi catechisti: sarà l'alimento indispensabile nel cammino della nostra vita. Affidiamo i nostri ragazzi alla Madre Celeste perchè li custodisca e li accompagni nella vita, sperando che mai nessuno abbandoni la fede.







CRESIME 2015

Siamo sempre messi difronte a delle scelte……
La Cresima rappresenta per me “ scegliere “ di stare con Gesù
Gloria


Voglio intraprendere il cammino cristiano perché Gesù è la strada della felicità.

Ludovica








LA FAMIGLIA, SORGENTE DI BENE E DI AMORE 
PER LA PERSONA E LA SOCIETÀ

PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA

Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore dell'amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.

Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.

Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.

(Papa Francesco, Angelus 29 dicembre 2013)






Da oltre un anno, alla fine di ogni Santa Messa, in tutte le chiese si recita una preghiera scritta da Papa Francesco per la famiglia. In questa preghiera parole forti e drammatiche come: violenza, chiusura, divisione, che mai dovrebbero descrivere la famiglia, ma a volte ne accompagnano la lacerante esperienza, sono accompagnate da termini come: splendore dell'amore vero, fiducia, consolazione, guarigione. E la premura amorevole di Papa Francesco indica anche la strada affinché si possa tornare alla “consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, la sua bellezza nel progetto di Dio”.
Oggi la fragilità della famiglia e le sue dolorose sofferenze sono specchio della fragilità degli sposi, determinata dallo smarrirsi della consapevolezza del valore del sacramento del matrimonio con cui Dio ha consegnato l'uno all'altro come strada per fare esperienza del Suo amore.
Prima che un attacco dall'esterno ciò che indebolisce la famiglia è la fragilità degli sposi. Lo si vede nel rapporto con i figli (quando ci sono): con i genitori impegnati e spesso affannati a costruire su certezze e solidità materiali ed economiche, piuttosto che su una ricchezza fatta di accoglienza, amore, comprensione, tempo e fatica donati, dono di sé. Ai figli si finisce, magari, di offrire tanto, a volte anche troppo, senza comunicare loro ciò di cui essi hanno davvero bisogno: un  senso per la vita ed una speranza incrollabile. Troppe volte a loro si dona tutto ma non se stessi e così  si ritrovano in una casa piena di cose ma vuota di amore.
In tale scenario, questi anni di pesante crisi economica hanno devastato anche l'illusoria e precaria certezza o sicurezza che il benessere economico potevano dare, ed hanno aggiunto inquietudine e incertezza.
A tutto questo ultimamente si sono aggiunti ulteriori fattori di confusione: il tentativo, portato avanti con la complicità dei mezzi di comunicazione, a partire dai TG più ascoltati, di chiamare con il termine famiglia l'unione tra persone dello stesso sesso e la devastante ideologia del gender con la quale si vorrebbe far passare l'idea che non saremmo maschi e femmine per nascita ma che ciascuno  può autodeterminare secondo il proprio capriccio la propria identità sessuale.
Le parole di Papa Francesco pongono come punto di ripartenza la bellezza, la sacralità, la santità e lo splendore della famiglia, che ha come modello di amore vero quello tra Maria e Giuseppe, che accolsero, come dono misterioso, Gesù. Questo mistero ci mostra non soltanto l'Incarnazione di Gesù nel grembo di Maria ma anche l'accoglienza in una vera famiglia: così come il Signore con l'Annunciazione, ha illuminato e rafforzato la fede di Maria prima e poi anche quella del suo sposo Giuseppe affinché Gesù potesse nascere in una famiglia e farsi compagno del cammino di ogni uomo, oggi Dio si annuncia e dona la sua compagnia agli sposi attraverso il dono dell'uno all'altro nel sacramento del matrimonio. E questo dono è tanto ricco e fecondo che è in grado di generare la vita, con il dono dei figli.
Ecco perché la famiglia  occupa un posto centrale e fondamentale nella nostra società: è il grembo della vita umana e, soprattutto, è stata benedetta da Dio sin dal principio, così da formare una comunità di amore e di vita a cui è affidata la missione della procreazione. Gli sposi con il sacramento del matrimonio si rendono disponibili, ma anche capaci, in virtù della grazia che ricevono, a donare e ad accogliere la vita.
Questa bellissima sinergia d'amore diventa un bene a cui l'umanità non può rinunciare. Anche questo non è altro che l'ennesima testimonianza che la famiglia ci offre, della bellezza e della forza di amare, di guarire, di curare, di custodire, di andare verso l'altro, di essere luogo di comunione e piccola Chiesa domestica grazie ai doni ricevuti con il sigillo di Dio.
Smarrire la consapevolezza di tale dono, è la ferita da cui nasce il dolore delle incomprensioni e la violenza, la chiusura e la divisione, delle quali parla la preghiera del Papa.
Non ci resta che pregare più intensamente la Santa Famiglia di Nazareth affinché il Signore attraverso il prossimo Sinodo dei Vescovi, possa ridestare al mondo intero il carattere sacro ed inviolabile della famiglia che sfolgora la sua bellezza nel progetto di Dio.
Per essere accompagnati in questa consapevolezza il 3 Agosto alle ore 21.30 proponiamo l'incontro in Piazza Giovanni XXIII con la Dott.ssa Vittoria Maioli Sanese.

di Giulio Pizzorulli e Claudio Lo Sterzo





ESPERIENZA DEL VOLONTARIATO AVULSS

È diventata ormai una consuetudine testimoniare e condividere  con tutti voi le esperienze che noi volontari Avulss  viviamo ogni giorno.
Quest'anno è una volontaria “veterana” che racconta il suo cammino quasi trentennale  in seno alla nostra associazione
Così racconta:
“Nella società attuale abbiamo dato una funzione pratica a tutto, o peggio ancora, un prezzo ad  ogni cosa, ad ogni atto: È sempre più raro il gesto libero e gratuito, fatto senza secondi fini, senza pretendere nulla in cambio. IL GESTO LIBERO CHE NON CHIEDE RICOMPENSA, MA CHE È RICOMPENSA ESSO STESSO. Questo è il ritratto del nostro essere volontari, l'essenza del nostro volontariato.
Un uomo diventa ciò che sceglie, ciò che ama, ciò che rischia, ciò che osa e noi abbiamo scelto di essere Volontari, ovvero quelle mani che non fanno rumore  e che sono tese verso chi ha bisogno in silenzio ed umiltà, facendoci “prossimo” come il Buon Samaritano.
Sono volontaria da molto tempo e questi numerosi anni di cammino insieme sono stati meravigliosi e pieni di affetto. A volte penso di aver fatto poco, di fare troppo poco ma mi accorgo che il nostro impegno, la nostra presenza , nelle corsie dell'Ospedale o tra gli anziani della RSA Cristal, è sempre un segno importante.
La famiglia AVULSS è una grande famiglia, siamo cresciuti insieme e tale dovrà restare e crescere.
 In ogni servizio di volontariato che mette al centro le persone più deboli, si ricevono stimoli profondi per la nostra vita. Spesso, la sera prima di addormentarmi, faccio il bilancio della giornata e riaffiorano così i sorrisi, le strette di mano, le manifestazioni di affetto; la sensazione di arricchimento che queste persone danno, è veramente grande soprattutto se vissuto come Grazia che il Signore ci dona.
Essere volontario è coinvolgimento di sentimenti, qualcosa con cui si cresce, di cui non si può fare a meno, un valore che ci accompagna sempre, in ogni momento della nostra vita : è uno stile di vita.
L'amore verso il prossimo,  gli ammalati, gli anziani, gli indifesi, i deboli, gli ultimi deve avere sempre più forza  e vigore.
La gratuità – caratteristica del nostro servizio – è l'amore messo in pratica, il dono che non aspetta ricambio, è la fatica per l'altro, è l'ansia e la speranza.
Posso affermare che il volontariato mi ha fatto crescere, maturare, capire meglio gli altri e, mi auguro, migliorare per donarmi  agli  altri con dedizione.”
La scorsa primavera la nostra Associazione ha organizzato un nuovo corso base di formazione per nuovi volontari in collaborazione con l'O.A.R.I e l'Università Cattolica. Da giugno sono operativi, presso l'Ospedale di Giulianova  e la RSA Cristal, sedici nuovi volontari, fra i quali diversi giovani, e questo non può che farci piacere, che hanno seguito gli incontri con assiduità ed interesse.

Un volontario Avulss





CHI CANTA PREGA DUE VOLTE

Sant'Agostino, filosofo, vescovo e teologo nato nel 354 d.C. e morto nel 430, ne era convinto… cantare è una forma alta di preghiera, una doppia orazione particolarmente apprezzabile, utile sia a chi la pratica sia a chi l'ascolta. È anche sotto questo auspicio che, circa un anno fa, il nostro Parroco, Don Ennio, ha pensato di formare il primo coro parrocchiale dei piccoli della parrocchia della Natività di Maria Vergine, nella chiesa di San Pietro Apostolo.
Finora il coro ha animato le messe domenicali delle dieci e la celebrazione per il cinquantesimo anno di vestizione e di apostolato di suor Ida; poi, ha tenuto in chiesa il suo primo concerto di Natale, il 3 gennaio scorso. Il concerto è stato molto partecipato: l'emozione e la gioia dei ragazzini si sono mescolate con quelle di noi genitori e delle catechiste, ma gioia ed emozione sono state nulla in confronto alla felicità del nostro caro Don Ennio.
Come scriveva il poeta, scrittore e filosofo libanese Kahlil Gibran… «Il segreto del canto risiede nella vibrazione delle voci di chi canta e nel battito dei cuori di chi ascolta». Ascoltare i ragazzini cantare e guardarli, in effetti, ci dona uno scorcio sulla bellezza vera, quella semplice ma trascinante della musica e del canto, una bellezza che apre i cuori ed eleva l'anima a Dio. Questa nuova esperienza del coro certo aiuterà tutti a crescere nell'amicizia fra noi e nella vicinanza a Gesù.
Che dire ancora? Non resta che augurarci che le voci dolci, nuove ma decise dei piccoli coristi risuonino alte per molto tempo ancora e che altri ragazzini si uniscano al coro parrocchiale di Giulianova.
Una mamma













TESTIMONI DELLA FEDE


50° PROFESSIONE RELIGIOSA SUOR MARIA IDA

Le suore Oblate del Bambin Gesù il giorno 26 aprile ha celebrato nella Chiesa di San Pietro  il 50° anniversario di professione religiosa di Suor Maria Ida.
Celebrare 50 anni di vita religiosa è ricordare che la vita consacrata, profondamente radicata negli esempi e negli insegnamenti di Cristo Signore, è un dono di Dio Padre alla sua Chiesa per mezzo dello Spirito Santo. Con la professione dei consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù – vergine, povero ed obbediente – acquistano una tipica e permanente “visibilità” in mezzo al mondo, e lo sguardo dei fedeli è richiamato verso quel mistero del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena attuazione nei cieli.
Celebrare 50 anni di vita religiosa è celebrare la fedeltà di Dio alle sue promesse. Questa verità ci riempie il cuore di ammirazione e di fiducia.
La sequela di Cristo è un invito costante alla fede viva, speranza certa e carità operosa. E' un cammino che dura tutta la vita e che non consente soste né indugi. Occorre "rimanere" in Gesù e custodire la Sua Parola, per portare molto frutto ed essere davvero Suoi discepoli.
Per noi, Oblate del Bambino Gesù, la celebrazione di questa importante ricorrenza, è motivo di ringraziamento e di lode al Signore, che nella sua fedeltà, ha permesso di comunicare alla Chiesa intera la gioia di una vocazione ancorata al Verbo Incarnato. Preghiamo per Suor Maria Ida, affinché tenga sempre accesa la lampada della fede, espanda l'incenso della preghiera e il profumo del servizio nell'offerta quotidiana della sua vita.




MOVIMENTI

LA GIOIA DI SERVIRE

Io sono una missione chiamata Rinnovamento nello Spirito

Queste sono le parole che ci hanno accompagnato dopo l'esperienza vissuta lo scorso anno allo stadio olimpico con Papa Francesco. Abbiamo accolto le attese pastorali del pontefice che ci hanno portato ad uscire dal nostro guscio, ad avere un impulso nuovo, un cuore nuovo, una gioia nuova. È stato un anno importante perché il Signore ci ha fatto toccare con mano cosa genera la profonda comunione dei cuori, quello che lo Spirito opera in noi se ci lasciamo trasformare così da riuscire a superare le difficoltà che spesso si incontrano nel cammino. È Lui che mette in noi quel desiderio che ci spinge ogni giorno a “cercarLo, ascoltarLo e gustarLo” (cfr. Sal 34,9 “gustate e vedete come è buono il Signore”). La gioia di servire perché, quando Lo incontri personalmente, puoi solo condividerla  e trasmetterla. Contagiamoci di Gesù!È così che è avvenuto anche per noi qualche anno fa: guardati, amati, scelti per un Suo progetto d'amore, inconsapevoli di ciò che il Signore ci avrebbe preparato. Ognuno di noi ha accolto un invito: vieni e vedi.  L'accoglienza fraterna, i canti che toccavano il cuore, e poi la curiosità di capire perché, dopo ogni incontro, si tornava a casa con un qualcosa che non riuscivamo a spiegare, tutto questo ci ha fatto restare. Ecco, così è iniziato il nostro cammino nel Rinnovamento nello Spirito Santo: un cammino di conversione personale e comunitario, dove i seminari di vita nuova, momento di Grazia e di evangelizzazione, permettono la riscoperta della Grazia battesimale (effusione nello Spirito Santo) e di tutta la vita cristiana nella sua dimensione personale ed ecclesiale. Signore, grazie per questa storia d'amore!
Gesù è il Signore.
Alleluia.

Attraverso l'azione dello Spirito Santo sono cambiati in me il modo di vivere i gesti di fede e la consapevolezza di vivere la Parola, a cominciare dal perdono e dalla misericordia.
Maria D'Agostino

L'incontro con questo movimento ha portato nella mia vita una profonda conversione, con la quale si è rafforzata la mia fiducia nella potenza di Dio e nel Suo amore. Mi ero riavvicinata ad una vita di fede da alcuni anni, ma non sempre riuscivo a sentire la presenza del Signore accanto a me. Poi, in uno degli incontri di preghiera, lo Spirito Santo toccò il mio cuore ed io mi commossi profondamente, sentendomi amata e compresa. Cominciai da allora a vivere con maggiore intensità un cammino di fede e di crescita spirituale, pregando con più fiducia, e compresi meglio l'importanza dei sacramenti e della Parola di Dio che da allora mi ha sempre guidata nella mia vita. Voglio ringraziare il Padre con le parole del salmo 16:'Benedico il Signore che mi ha dato consiglio, anche di notte il mio cuore mi istruisce.'
Rita Di Gianpietro

Dio si è preso cura della mia persona, per farne una storia dall'istante in cui ho accettato con un sì autentico la chiamata nel Rinnovamento. Tutto questo è avvenuto perché ho incontrato persone che mi hanno accolta, amata, ma soprattutto accettata per quello che sono, cosa non facile per la società in cui viviamo dove regna la globalizzazione dell'indifferenza.
L'artista della nostra vita è Gesù, che, attraverso l'azione dello Spirito Santo, toglie da noi il superfluo per farci diventare creature nuove.
Anna Maisano




PER FARE PIÙ BELLA LA CHIESA!  

“Per fare più bella la Chiesa” è stato il motto e l'invito per preparare, insieme a tutti i gruppi AGESCI d'Italia, l' incontro degli Scout con Papa Francesco.
Siamo partiti in 80 dal piazzale della nostra Chiesa di San Pietro lo scorso 13 giugno per l'udienza generale con il Santo Padre e ci siamo ritrovati in piazza San Pietro con più di 80000 Lupetti, Coccinelle, Esploratori, Guide, Rover, Scolte e Capi di tutte le regioni della penisola. L'esperienza che abbiamo vissuto è stata entusiasmante e piena di cose belle: la condivisione del viaggio, tutti insieme in un pullman, l'arrivo a Roma all'alba e il cammino verso Piazza San Pietro, la festa e la riflessione in mezzo ad un mare di dialetti, di volti e di fazzolettoni coloratissimi e sventolanti.
Ma ciò che vogliamo riportarci e riportare alla nostra parrocchia, sono le parole di Papa Francesco, che ha saputo indicarci alcune “piste di lavoro”, nel suo stile, come fosse uno degli assistenti dei nostri gruppi, comunicandoci una particolare vicinanza e una approfondita conoscenza della vita della nostra associazione.
La sua prima esortazione è stata questa: “C'è una cosa che mi sta particolarmente a cuore per quanto riguarda le associazioni cattoliche, e vorrei parlarne anche a voi. Associazioni come la vostra sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito Santo suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori. […] Mi raccomando: capacità di dialogo! Fare ponti, fare ponti in questa società dove c'è l'abitudine di fare muri. Voi fate ponti, per favore! E col dialogo, fate ponti.”
Vogliamo accogliere questo invito oggi, alla vigilia della partenza per i campi estivi, innanzi tutto come metodo di lavoro per noi e nei momenti di condivisione che vivremo. Ci impegniamo poi a tenerlo presente sempre, nei progetti educativi, nelle attività, nel dialogo con i genitori, nel servizio nel nostro territorio, nell'accoglienza e nella testimonianza.
Papa Francesco però ci pone una condizione perché questo avvenga: “Ma questo può avvenire solo a una condizione: che i singoli gruppi non perdano il contatto con la parrocchia del luogo, dove hanno la loro sede […]. Siete chiamati a trovare il modo di integrarvi nella pastorale della Chiesa particolare, stabilendo rapporti di stima e collaborazione ad ogni livello, con i vostri vescovi, con i parroci e gli altri sacerdoti, con gli educatori e i membri delle altre associazioni ecclesiali presenti in parrocchia e nello stesso territorio.”.
La condizione per essere bravi costruttori di ponti è quindi quella di vivere un'esperienza di Chiesa vera, un'esperienza di cammino con il popolo di Dio che sia autenticamente vissuta nello spirito della gioia del Vangelo. Nell'ascoltare queste parole dal Papa, il pensiero è andato immediatamente alla nostra parrocchia e a quanto già oggi viviamo di questo spirito di comunità che lavora insieme, grazie anche alla continua esortazione del nostro parroco che ci educa e ci richiama a questa unità e stima reciproca.
La consueta richiesta a pregare per lui ha concluso il suo breve discorso, che ha però colpito al cuore quello che oggi “siamo” come associazione.
Grazie Papa Francesco, grazie per averci accolti a Roma, grazie per le tue parole, grazie per quello che stai donando alla Chiesa. Pregheremo per te, e faremo in modo di mettere in pratica ciò che ci hai chiesto, per fare più bella la Chiesa ed il mondo!




L'AZIONE CATTOLICA: APOSTOLATO NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI

La missione (Apostolato) dell'Azione Cattolica è quella di portare la Parola del Santo Vangelo anche ai più lontani, a coloro che, senza cattiveria, credono di farcela senza Dio. Per questo l'Azione Cattolica Italiana, con il grandissimo supporto dei nostri educatori, ci ha proposto per questo anno pastorale un percorso nel quale abbiamo letto, meditato e riflettuto, attraverso attività, il Vangelo di Marco, ed in particolare l'invito di Gesù: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!" (Mc 6-45,52).
Questo "sono io" sta ad indicare che la Parola è Cristo vivo e risorto e solamente attraverso Questa possiamo avvicinarci a Lui. Anche la Fede nel Signore ci è di grande aiuto poichè ci tiene uniti donandoci forza nei momenti più bui e condividendo i momenti felici. La missione dell'Azione Cattolica (e del cristianesimo in generale) è una missione quotidiana che ci vincola a scegliere di fare azioni secondo la morale cristiana, perchè la vita non è altro che una prova che il Signore ci dona per raggiungere la Santità, non facendo gesti grandiosi, ma nella semplicità di ogni giorno e nell'affidamento a Lui.
In questo anno pastorale abbiamo capito che davvero per ascoltare Cristo occorre ascoltare la Sua Parola, ma anche i fratelli, i più bisognosi (non solo materialmente). Solo cosi si può crescere spiritualmente e la Parola di Dio non è più vista come un comandamento, quindi come un peso, ma come una "bussola" da seguire che indica la strada della Verità. Tutto questo non lo possiamo tenere solo per noi, ma dobbiamo portarlo sino alle periferie della società moderna attraverso la testimonianza, forse difficile da mettere in pratica al giorno d'oggi, ma indispensabile per far uscire il messaggio di Cristo dalla Chiesa e portarlo per le strade facendo sì che tutti si possano innamorare di Lui. In questo cammino sono venute fuori tre parole che ci hanno fatto da guida: "Santi, coraggiosi e lieti". Questa è l'Azione Cattolica!






CREATI PER ESSERE FELICI

Vi è capitato mai di avere in mano un seme... Domandarsi di che albero è... Come farlo sbocciare e germogliare... Fare dei tentativi perché inizi a vivere?
Così è per noi in questi giorni!
Incontrare degli amici per scoprire noi stessi, che “seme”  siamo, per che cosa siamo venuti al mondo, come possiamo crescere, che “frutto” dobbiamo portare, scoprire la promessa di felicità che è in ciascuno di noi.
La vacanza a Mareson Di Zoldo è una sfida lanciata a ciascuno per comprendere la vera felicità: Gesù e la sua Chiesa.
Quanta gioia, quanta fatica, quanta bellezza, quante amicizie in questi giorni! E poi il “dono” di Don Luca, il sacerdote novello, sempre pronto ad aiutarci ad “investigare” la realtà!








L'ESPERIENZA DELLA MISERICORDIA DI GESÙ SULLA CROCE

HO SETE!!!!
È scritto sulle mura di ogni cappella delle Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta.
È Cristo che, in  noi, grida!!
HO SETE!!!
È il grido che Cristo lancia incessantemente nella Sua Chiesa.
Viviamo tempi pieni di terrore e di minaccia!
Egli ha offerto aiuto  all'uomo dando da mangiare allo spirito desideroso e ai corpi affamati, aprendo gli occhi ai ciechi, facendo muovere mani fino allora immobili e restituendo vigore alle ginocchia fiaccate…….
Ora è Lui che chiede da bere…….
E beve ciò che gli offriamo (Robert Hug Benson)
Questa mendicanza di Gesù è l'estremo motivo che può destare in ciascuno di noi l'esperienza della carità in un luogo come il Centro di Accoglienza “ Dono di Maria “.
Contempliamo Gesù inchiodato sulla Croce e sentiamo la sua voce appena percettibile:
“ HO SETE “
Oggi Cristo ripete questo appello e rivive  i tormenti della sua agonia nei nostri fratelli e sorelle più poveri.
 L'Esperienza della carità è saziare quella  sete di Dio. E' l'unico obiettivo di tutte le nostre fatiche.
Quando Gesù disse: “Ho sete” grazie a Dio la Madonna era lì, per comprendere pienamente la sete di amore di Gesù.
Lei deve aver detto subito .” Io sazio la Tua sete con il mio amore e con la sofferenza del mio cuore”
Approfondiamo la nostra conoscenza della sete di Gesù sulla Croce, nell'Eucarestia e in ogni persona che incontriamo. Continuiamo ad amare chi non è amato, chi non è voluto, le persone sole più vicine a noi, nelle nostre case, nella comunità e nei quartieri in  cui viviamo, di amare fino a soffrire, di fare sempre qualcosa in più rispetto a quanto ci sentiamo disposti a fare.
“ HO SETE “
È un invito per ognuno di noi a essere la “Sua Luce” compiendo, ogni giorno quegli umili gesti di amore e compassione che possono sembrare insignificanti, ma che risultano strumenti per irradiare l'amore di Dio a ogni persona incontrata, trasformando così a poco a poco, le tenebre del mondo nella Sua Luce.
Grazie a tutti…… in particolare a Ettore e Emilia per la maggiore Gloria di Dio. Sacerdote novello, sempre pronto ad aiutarci ad “investigare” la realtà!

CENTRO DI ACCOGLIENZA DONO DI MARIA
Via Torricelli-  GIULIANOVA